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Definire strategie e priorità con l’Impact Mapping

09 Dic, 2020 Metodologie
Definire strategie e priorità con l’Impact Mapping

Quante volte, persi tra feature, specifiche e dettagli vari, perdiamo di vista gli obiettivi? Ecco come può venirci in aiuto l’Impact Mapping.

Cos’è l’Impact Mapping

Si tratta di una tecnica di pianificazione collaborativa, nata per i team che vogliono “creare un impatto” con i loro software.

La “mappa degli impatti” rappresenta la visione strategica per produrre un determinato risultato: si tracciano i possibili impatti da produrre su ogni attore e/o ruolo per ottenere il loro contributo al risultato cercato. Ogni impatto tracciato vede associate le possibili azioni da intraprendere per scatenarlo.

Penserai che sia una cosa difficilissima da fare. In realtà, seguendo qualche piccolo accorgimento, si rivela una procedura quasi divertente e sicuramente chiara e ordinata.

Come lavorare su una Impact Map

Sono 4 i livelli su cui ci si muove:

Perché ➝ Chi ➝ Come ➝ Cosa

La cosa fondamentale da tenere a mente, in tutto il percorso, è il perché: l’obiettivo.

In questo l’Impact Mapping funziona in modo davvero efficace.

Per i team spesso è difficile comprendere a fondo e non mettere in secondo piano qual è il risultato verso cui ci si sta muovendo: vengono riempiti di elenchi di cose da fare, spesso senza una connessione esplicita al motivo per cui sono da fare.

impact mapping

• Esempio di Impact Map per un sito di informazione musicale. Fonte: impactmapping.org.

Ecco, la costruzione di una Impact Map rovescia questa prospettiva: parte dal disegno generale e tiene fisso, al centro - anche visivamente - l’obiettivo. Solo da qui potranno discendere le azioni da intraprendere per realizzarlo.

Proviamo a farlo insieme.

Perché

È chiaro che il primo step è la definizione dello scopo che vogliamo raggiungere.

Si parte proprio da qui: parliamo degli obiettivi finali, gli outcome desiderati, perché è importante perseguirli e come stabiliamo di aver raggiunto il successo. 

Come puoi vedere, l’obiettivo deve essere chiaro e smart: Significativo, Misurabile, raggiungibile (Achievable), Rilevante, definito nel Tempo. 

Chi

Il secondo passaggio si rivolge alle persone, ai ruoli, a professionisti e utenti.

Associamo ad ogni obiettivo chi può aiutare a raggiungerlo, incluso chi ha ruoli apparentemente marginali o interni all’organizzazione.

Colleghiamo all'obiettivo tutti gli attori individuati, che possono fornire o ricevere un impatto nel raggiungimento dell'obiettivo. 

Come

Per ogni attore elenchiamo come il loro impatto può portare all'obiettivo.

In questo modo vengono create e valutate una serie di possibili opzioni da diverse prospettive mentre il focus rimane sui risultati, non sulle funzionalità.

Questa è la fase divergente di ideazione, di cui potresti aver già sentito parlare nel design thinking: non tutti gli impatti identificati devono essere perseguiti, piuttosto da molte opzioni derivano scelte ottimali e tolleranza al rischio.

Cosa

Infine, mettiamo in relazione le potenziali azioni per innescare gli impatti che abbiamo elencato in precedenza: definiamo quali step potrebbero portare all'obiettivo.

Questo è il momento giusto per entrare nei dettagli operativi, sempre nel quadro della mappa d'impatto che stiamo costruendo, e mantenendo fisso l'obiettivo che vogliamo raggiungere!

Dare la priorità dovrebbe essere un gioco da ragazzi, la comprensione condivisa è costruita in modo più corretto e ci saranno meno probabilità di perdersi in cavilli e dettagli secondari.

E poi?

A questo punto si passa al fare: la pianificazione viene attuata e poi aggiornata, sempre in ottica data-driven.

Man mano che il piano viene attuato, potremmo scoprire che alcune delle nostre ipotesi non sono allineate con la realtà, alcune azioni non stanno innescando l'impatto che ci aspettiamo o un certo impatto non sta portando all'obiettivo previsto.

Come lo scopriamo? 

Eseguendo esperimenti sui nostri risultati finali e verificando come funzionano in relazione all'obiettivo:

una mappa dell'impatto, come ogni piano, si basa sui nostri presupposti, che devono essere dimostrati.

Quando le ipotesi non sono confermate, la mappa dell'impatto sarà molto utile: modifiche appropriate al piano originale potrebbero essere facilmente rilevabili, se non addirittura già presenti.

Perché l’Impact Mapping

In 20tab abbiamo introdotto già da un po’ questa tecnica di lavoro, quando iniziamo un progetto e poi nei vari step di rilascio e miglioramento del prodotto.

Costruire con i nostri clienti la Impact Map, che rappresenta la visione strategica per le attività da fare insieme, ci permette di:

L’Impact Mapping è fondamentale per le esigenze di gestione del prodotto, ma reputo che sia molto utile in qualsiasi situazione in cui devono essere stabiliti o adattati una strategia e un piano d’azione. In tutti quei casi in cui non esiste una risposta ovvia o semplice.
 

Maurizio Delmonte

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