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Ux e UI designer: storia di due eccellenti separati in casa

08 Mar, 2022 Sviluppo
Ux e UI designer: storia di due eccellenti separati in casa

Storie di graphic designer in crisi che si affacciano ai nuovi scenari del mondo della User Experience. Ux e UI designer, le nuove figure professionali.

UX e UI designer sono ruoli creativi?

Ci fu un tempo in cui dietro la parola “Progettista grafico” c’era tutto un mondo. Ma oggi né progettista né grafico sembrano essere i termini adatti a questa professione.

Si potrebbe parlare di Graphic Designer, sì, d’accordo, ci fu un tempo anche per lui: il Graphic Designer era colui che impaginava i layout, creava in vector art, colorava con le palette dei colori, e giocava con i font. Ma oggi non basta, serve di più. 

Che sia chiaro, la grafica è sempre stata la mia passione e durante il mio percorso di studi ho toccato tutte le sue forme - dall’incisione all’illustrazione digitale, dalla grafica editoriale alla rilegatura - ma viviamo nell’epoca-smart e apprendere i suoi linguaggi ci porta a cambiare il nostro punto di vista. Quindi, per rispondere alla domanda, ti dico sì, sono ruoli creativi, perché la creatività è negli occhi di chi osserva, immagina e contribuisce a migliorare l’esperienza dell’utente, a prescindere da qualunque disciplina grafica.

UX Designer: chi è e cosa fa

Non solo wireframe

Prima di approfondire l’argomento, partiamo da un piccolo cenno storico: il termine User Experience viene attribuito a Don Norman, scienziato cognitivo e co-fondatore della Nielsen Norman Group Design Consultancy alla fine degli anni ‘90. Ecco come lo descrive:

“L’esperienza utente comprende tutti gli aspetti dell’interazione dell’utente finale con l’azienda, i suoi servizi e i suoi prodotti”.

Occuparsi di User Experience potrebbe significare lavorare ai wireframe, ma in realtà è soprattutto studiare gli utenti, creare la struttura dei prodotti digitali e descriverne il funzionamento. 

Principalmente, la UX si applica a tutto ciò che può essere sperimentato, che si tratti di un sito Web, di un packaging di una T-Shirt o del processo di un acquisto. Lo scopo finale della UX design è quello di creare esperienze piacevoli, facili ed efficienti per l’utente.

Artista? No, grazie

Lo UX Designer non deve esprimere le proprie emozioni attraverso linee e colori, tant’è vero che fin qui non abbiamo ancora citato nulla che riguardi font, colori, linee, etc. Certo, chi ha un percorso accademico come nel mio caso, è ulteriormente avvantaggiato, ma questo aspetto non è centrale.

Il suo obiettivo è quello di soddisfare i reali bisogni degli utenti e la creatività della sua professione consiste in un lavoro di problem-solving, nella capacità di trovare soluzioni a problemi complessi.

UI Designer: chi è e cosa fa? 

Un mondo di etichette

Ho cominciato a scoprire il mondo digital nel 2012: lavoravo a Roma in un’agenzia che sviluppa prodotti digitali ma non avevo mai sentito adoperare il termine UX Designer, anzi, a dire il vero non sapevo nemmeno come definirmi, visto che la UX accorpava ogni cosa: interaction, visual design, human-computer interaction e molto altro. Programmi come XD, Sketch o Figma non esistevano, o meglio erano ancora in fase di sperimentazione, e si lavorava in Adobe Photoshop, andando alla scoperta dei plug-in più adatti per la lavorazione del design delle view, che pian piano diventavano sempre più flat fino a permetterci di lavorare con Illustrator, che gestiva di gran lunga in maniera migliore il vettoriale.

Negli anni la UX ha avuto un'ascesa paragonabile a quella della trasformazione digitale della musica, dall’analogico al digitale: all’improvviso un po’ tutti, specie gli addetti ai lavori, hanno dovuto adeguarsi alla nuova realtà del digitale, lasciando i vecchi dischi a favore di file astratti accomunati dall’estensione .mp3.

Ecco, nel mondo UX è successa una cosa simile: i graphic designer, i web designer, i visual designer, per forza di cose, si sono dovuti adeguare alle nuove tecnologie e così oggi finalmente anch’io so come definire la mia figura lavorativa.

Non solo palette color

Lo UI designer si occupa di curare l’interfaccia grafica per aiutare l’utente a trovare ciò che cerca: si occupa della parte estetica del prodotto in modo da far sì che tutto ciò sia gradevole e intuitivo

In generale è importante conoscere gli standard dei vari linguaggi e supporti digitali, ma cosa assai più importante, redigere e applicare una style guide, ovvero tutto un insieme di regole visuali ed elementi grafici (font, colori, stili di icone) da applicare. 

Tutti gli utenti apprezzano siti funzionali e non li abbandonano: un buon lavoro di UI è sicuramente ripagato da buoni valori legati al volume di traffico e al tempo di permanenza sul sito, fattori che incidono sul posizionamento e sul numero delle conversioni.

Ma UX e UI sono la stessa persona?

A questo punto viene da chiedersi se UX e UI possono considerarsi separati in casa o figure complementari. O addirittura, proprio come in Psycho, celebre pellicola di Hitchcock, possono essere la stessa persona!

Esatto, uno UX designer con le dovute skills può ritenersi un valido UI, quindi un disegnatore di interfacce a tutti gli effetti, perché conosce già le dinamiche della User Experience: la fase di user research, indispensabile in un progetto di UI Design, la realizzazione delle interviste e l’analisi dei contesti e delle opportunità dell’utente. 

In 20tab i designer seguono un metodo centrato sull’utente, con un processo di progettazione guidato dall’analisi e dalla comprensione di come l'utente andrà a interagire con quel servizio. Spieghiamo tutto qui!

Ecco allora qualche consiglio utile per chi è all’inizio di questa professione o per chi lavora in team con esperti della UX/UI e vuole comprenderli meglio. 

Dedizione e passione sono gli strumenti ideali

Ti do un consiglio: non innamorarti di nessun tool, di nessun software o piattaforma, ma sperimenta, informati e soprattutto metti in pratica, sii audace. 

Nel 2017 non conoscevo nessun software di Interaction Design, ma disegnavo con carta e penna e poi portavo tutto in digitale con Photoshop; i documenti li creavo da zero, conoscevo tutte le risoluzioni a memoria e disegnavo le icone e gli altri elementi grafici in Illustrator. Lo stesso facevo con i wireframe e le site-map. In quel periodo lavoravo per una grossa azienda di scommesse sportive ed ero chiamato a progettare la UX praticamente di tutto, dall’App Mobile al totem fisico in ricevitoria: i risultati furono straordinari, l’App addirittura vinse degli importanti riconoscimenti e tutto ciò lavorando senza strumenti professionali, ma con passione e tanta, tanta dedizione.

Sperimenta, sperimenta e sperimenta

La prima volta che mi affacciai al mondo della User Research fu nel 2019, ma praticamente mi accorsi che la facevo da anni senza neppure saperlo. Anche in quel caso, studiavo, mi informavo, prendendo qua e là utili nozioni dai miei colleghi di marketing. E poi viaggiavo molto con la mente, appuntando sui block notes o sui fogli condivisi di Google: fu così che progettai il Totem di scommesse, andando a scrutare nelle ricevitorie come giocavano gli utenti, classificando anche loro a seconda di quanto scommettevano. E poi, assieme al mio team di marketing, li testavamo, osservando le loro reazioni dietro dei vetri riflettenti.

Anche in quel caso fu un successo straordinario. Peccato in tutto questo tempo non aver appreso dagli scommettitori le giuste dritte per vincere qualcosa… O forse, meglio così! 

Alla faccia (anzi l’interfaccia) dei software

Se si padroneggiano i processi della UX e si è capaci di disegnare le schermate a mano con foglio e matita, si può passare tutto in digitale, no? 

Certo, la miriade di software a disposizione è talmente variegata che prima o poi verremo catapultati nei classici diverbi fra Sketchiisti, Figmisti e amanti del Xd. Fidatevi però, non esiste il software giusto, ma sta a noi designer applicare il giusto metodo e adattarci al contesto lavorativo.

Gli strumenti del mestiere per un Designer

Sì va bene tutto, ma i software sono importanti, e prima o poi il nostro bel disegnino, per quanto accurato possibile, deve diventare digitale. Quindi scegliere quello giusto può esserci d’aiuto per farci guadagnare tempo, fermo restando che domani potrebbe uscire una nuova piattaforma che rivoluzionerà il mercato e tutti dovremo adattarci.

Ecco qualcosa che c’è da sapere sui tre software più utilizzati dai professionisti della UX:

Occuparsi di User Experience e User Interface significa mettere insieme skill diverse: dalle conoscenze tecniche alle capacità di analisi, fino a una spiccata creatività. Il risultato di questo mix di competenze e attitudini non è semplicemente la creazione di un prodotto bello da vedere, ma di quello che risponde alle esigenze degli utenti, con informazioni facili da trovare e consultare.

Questo rimane l’obiettivo finale del nostro lavoro quotidiano.

Filippo Maniscalco

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