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Chi è lo Scrum Master?

07 Lug, 2020 Metodologie
Chi è lo Scrum Master?

 

Come si vede dall’immagine, sui tre assi sono riportati:

 

 

A ognuna di queste tre responsabilità viene dato un ruolo del framework Scrum, e questi ruoli sono paritari, non c’è gerarchia (allo stesso modo delle responsabilità che sono diverse ma non gerarchiche).

All’interno del framework Scrum, lo Scrum Master funge da Servant Leader dell’intero Scrum Team ed è la persona che si assicura che venga utilizzato al meglio il framework stesso in modo di aiutare ogni membro dello Scrum Team (formato da PO, SM e Developers).

All’interno del framework Scrum, il Dev Team dovrebbe essere in grado di gestire processi e strumenti in modo autonomo: per arrivare a questa situazione ideale serve del tempo, perché responsabilità e autorità si possano affermare in tutta la squadra. anche all’interno del Dev Team non esiste alcuna gerarchia e non esistono sottogruppi interni di specializzazione (es: BA, FE Eng, BE Eng, Tester, UX …) o un Team Leader.

In questo contesto si inserisce lo Scrum Master, che inizialmente garantirà il processo Scrum e farà sì che gli ostacoli al progresso vengano rimossi in modo che l’efficienza sia assicurata con il raggiungimento dell’obiettivo finale, e che poi continuerà a fare da mentore affinché il Dev Team sia poi in grado di rimuovere eventuali ostacoli in autonomia. Lavorerà sia a livello di intero Scrum Team, sia di singoli ruoli (PO, Dev Team member) e SH dell’organizzazione in cui il suo (i suoi) team è presente.

 

Cosa dice la Guida Scrum

La Scrum Guide di Ken Schwaber e Jeff Sutherland dà chiare indicazioni su quello che è il ruolo dello SM.

Innanzitutto, questa figura deve promuovere e sostenere Scrum, aiutando lo Scrum team a comprendere la teoria, le pratiche, le sue regole e i suoi valori.

Lo Scrum Master si muove su tre livelli.

1) Offre un servizio allo Scrum Team in diversi modi, fra i quali:

2) Fornisce un servizio al Product Owner in diversi modi, fra i quali:

3) Fornisce un servizio all'organizzazione in diversi modi, fra i quali:

 

Lo Scrum Master NON è un Project Manager

È importante ricordare che il ruolo dello SM e quello del Project Manager sono differenti.

Mike Cohn definisce lo Scrum Master come il proprietario del processo: è colui che crea l’equilibrio tra Stakeholder, Product Owner e il Dev team.

Per questo le sue funzioni sono diverse e complesse: 

Essere uno Scrum Master richiede diverse skill e una particolare dedizione. Non è la figura che ha autorità sugli altri, ma è colui che deve motivare, spronare e vigilare sull’operato del suo Dev team, oltre che preservarlo dalle pressioni esterne.

Per lo SM è importante che si mantenga il focus sull’obiettivo del prodotto, la rotta e la metodologia da seguire. Creare e sostenere un Dev team che funzioni, che sia in grado di lavorare nel modo migliore, di portare risultati e di crescere e sperimentare in modo sicuro, senza paura di fallire.

Per fare questo potrebbe essere necessario intervenire sui fattori organizzativi, apportare azioni correttive: non sul singolo membro, ma nel procedimento. La sua autorità si ferma qui e questo lo differenzia fortemente da un Project Manager.

Lo Scrum Master è una guida, ma non fornisce soluzioni dirette, sprona gli altri a cercare strade nuove, a migliorare.

È un leader a servizio degli altri: parla con le persone, le consiglia sulle scelte difficili, rimuove gli impedimenti trovati durante lo Sprint e punta ad aumentare la produttività. 

Sempre a ritmo sostenibile, senza pressioni dall’esterno. Infatti, lo SM aiuta anche chi è fuori dallo Scrum Team a comprendere quali interazioni sono utili e quali no, in modo da massimizzare il valore creato dalla squadra.

Per concludere, rubiamo le parole di Jeff Sutherland, tratte dal suo libro Fare il doppio in metà tempo. Puntare al successo con il metodo Scrum:

“Era compito dello Scrum Master guidare il team verso il miglioramento continuo, chiedendo con regolarità: "Come possiamo fare meglio quello che facciamo?". Idealmente, alla fine di ogni iterazione, di ogni Sprint, il team dovrebbe esaminare attentamente se stesso - le sue interazioni, le sue pratiche e i suoi processi - e porsi due domande: "Cosa possiamo cambiare nel modo in cui lavoriamo?" e "Qual è il nostro più grande punto critico?". Se le risposte a queste domande sono sincere, il team può andare più veloce di quanto si sia mai immaginato.”

 

Redazione

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