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QA Tester: chi è e cosa fa

15 Giu, 2021 Sviluppo
QA Tester: chi è e cosa fa

Se un anno fa mi avessero detto che sarei diventato un QA Tester, avrei pensato a uno scherzo. E invece 20tab ha deciso di puntare su una persona senza studi informatici alle spalle per questo ruolo: un “semplice” utente, in grado di validare le applicazioni senza preconcetti e nel modo più naturale possibile.

In questo articolo racconto proprio la figura del QA (Quality Assurance), ancora poco conosciuta ma non meno importante delle altre presenti nel team.

Attenzione ai dettagli

Per essere un QA Tester è necessario avere un occhio attento alla qualità, non solo in ambito informatico ma più in generale nella vita di tutti i giorni. 

Quando troviamo una persona incompetente ad un qualsivoglia sportello, ci troviamo di fronte ad un servizio di scarsa qualità, che ci fa perdere tempo e ci mette di cattivo umore. Ancora, un post pieno di refusi, una band con un cantante stonato e dei musicisti indubbiamente poco competenti, un cocktail con materie prime da discount – sono tutti esempi di scarsa qualità, nonostante i diversi ambiti. Quante volte, poi, ci lamentiamo perché le cose intorno a noi funzionano male, o restiamo infastiditi davanti a chi non è in grado di rispettare delle semplici regole di convivenza civile. Siamo talmente abituati a vivere in un mondo in cui le cose non funzionano, che spesso diamo per scontato che tutto ciò sia normale e ci dimentichiamo di come il rispetto di semplici regole o qualcosa che funzioni perfettamente possano in realtà facilitarci la vita.

Un QA Tester deve sicuramente avere uno spiccato gusto estetico misto a pignoleria, essere educato al bello e al funzionale, ma soprattutto essere in grado di seguire delle regole ed avere un’attenzione maniacale per i dettagli.

Nello specifico ad un QA Tester viene affidato un prodotto prima che vada in produzione - un software, un sito internet, un’app, una pagina web - in modo da accertarsi che non ci siano bug per gli utenti finali. Ma scopriamo meglio cosa significa.

Gherkin: il testo sacro del QA Tester

Un QA Tester non testa cose a caso ma ha delle linee guida da seguire, concordate con Product Owner, ovvero colui che ha una visione del progetto a 360 gradi, e UX Designer

In 20tab, infatti, seguiamo questa procedura, attenendoci a standard elevati. Il PO descrive il comportamento del prodotto nei vari scenari utilizzando i Gherkin, un linguaggio comprensibile anche da chi non è un tecnico informatico. Ogni scenario contiene la descrizione di una singola funzione e segue un pattern preciso: dato un contesto (given), un evento (when) produce un risultato (Then). In parole povere, in un determinato contesto, se faccio questo, accadrà questa cosa.

Il Gherkin, quindi, per noi Tester è una sorta di libro sacro: ciò che è scritto al suo interno è legge e il nostro compito è quello di andare a stanare ogni anomalia, errore, bug e glitch che non corrispondano alla versione ufficiale, rispettando ciò che è stato in principio concordato con il cliente. 

Tra il Product Owner e il QA Tester esistono tuttavia diversi passaggi fondamentali, poiché nessun prodotto si sviluppa col pensiero. Prima che una funzione venga dichiarata finalmente pronta da testare, Product Owner, Visual Designer e Sviluppatori Backend/Frontend costituiranno un’unica squadra di lavoro per il raggiungimento dell’obiettivo.

Simulare l’esperienza dell’utente

Arrivati alla fase di test, il compito del QA Tester è quello di offrire una visione esterna, riportando ogni tipo di anomalia e aprendo segnalazioni laddove esistano discrepanze rispetto alle aspettative. 

Un occhio anti-tecnico dunque, in grado di simulare l’esperienza dell’utente; non è quindi necessario conoscere i linguaggi di programmazione, ma al contrario è auspicabile che chi ricopra questo ruolo sia un assiduo navigatore del web e che sia, come già detto, attento ai dettagli.

Non tutti utilizzano gli stessi device, per cui è essenziale effettuare test su più sistemi operativi, su più browser, su monitor con risoluzioni differenti e ovviamente anche da smartphone. Esistono talmente tante variabili che l’insorgenza di anomalie di vario tipo è abbastanza comune in fase di sviluppo, ed è qui che il ruolo del QA Tester entra davvero in gioco.

Segnalare un bug

Testare un prodotto vuol dire anche pensare fuori dagli schemi, provare a fare azioni anche inusuali, che potrebbero generare errori o malfunzionamenti: ad esempio inserire una mail in un formato non corretto, inserire un testo in un campo numerico, provare in qualche modo a “stressare” il sistema che andiamo a testare, oltre ovviamente alle azioni corrette auspicate dall’utente finale.

Dopo un’attenta fase di analisi, ciò che ci si aspetta dal QA Tester è un report che indichi eventuali bug o suggerimenti di miglioramento, il tutto cercando di contestualizzare dove un determinato errore si manifesta, in quale ambiente, documentando il più possibile e in maniera chiara e dettagliata la problematica che si vuole andare a risolvere. 

Questo tipo di segnalazioni rappresentano la fase più importante e preziosa dell’analisi, paragonabile ad un vero e proprio collaudo

Da qui la palla torna in possesso del PO e degli sviluppatori, che valutano l’entità del problema - in particolar modo se si tratta di un’anomalia più o meno bloccante per l’utente - e cercano di risolverlo nel migliore dei modi. Al termine di questa revisione, il QA Tester solitamente fa un ultimo giro sulla piattaforma per confermare la corretta funzionalità del prodotto oggetto di test. 

In conclusione, il QA Tester è un segugio, un investigatore, un esploratore. È un supporto per gli sviluppatori, che lavoreranno in maniera più serena, e una garanzia per il cliente, che otterrà un prodotto funzionante e di alta qualità, in grado di soddisfare il giudice più importante: l’utente finale.

Davide Straccione

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