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Essere un pesce pulitore per facilitare il lavoro del team

01 Apr, 2021 Metodologie
Essere un pesce pulitore per facilitare il lavoro del team

In termini professionali vengo definito un COO, in realtà potrei descrivermi come un pesce pulitore dell'acquario, quel componente del team che facilita il lavoro ai colleghi.

Ti spiego come. E ti racconto anche da dove viene fuori questa metafora animale.

Chi è il COO

Alla nascita di 20tab eravamo io e Gabriele, non serviva dare ruoli e mansioni speciali. Ma nel momento in cui il team ha iniziato a crescere, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo dovuto costruire un organigramma chiaro e preciso

Per questo abbiamo iniziato a usare tutti quegli acronimi strani e io sono diventato un COO, un Chief Operating Officer, il cosiddetto Direttore Operativo.

Qual è il suo compito per definizione?

Ecco, non c’è una risposta univoca: il COO ha un set di competenze trasversali che lo rendono adatto alla supervisione dei processi, così come alla gestione dei budget e delle performance dell’azienda. Ma potrebbe anche essere in grado di intervenire in prima persona su alcuni passaggi operativi.

Al di là delle “personalizzazioni” che ogni business dà al suo COO, due sono le sue mansioni centrali, da cui discendono tutte le altre:

  1. Il COO si preoccupa di far sì che la strategia, condivisa con i colleghi, venga effettivamente seguita e attuata.
  2. Il COO è un partner per il CEO, condivide con lui le idee, verifica che siano fattibili e diventa una faccia della stessa medaglia.

Il COO in 20tab

Nella nostra azienda abbiamo sempre pensato che una chiara distinzione dei compiti fosse necessaria, che dovessimo avere competenze specifiche e che l’ambiente di lavoro dovesse essere sano e andasse preservato, a qualsiasi costo.

Per questo, in 20tab, abbiamo i Product Owner e la nostra Scrum Master a fare da raccordo tra CEO e operativi, e poi ci sono io: grazie a una visione d’insieme e al mio essere sviluppatore, mi inserisco nel processo attivamente, andando ad alleggerire i carichi di lavoro.

Concretamente do una mano lì dove serve. Ti faccio un esempio.

Qualche mese fa si è verificata un’emergenza lato backend su un progetto: i nostri sviluppatori erano oberati di lavoro, focalizzati su un altro progetto molto più impegnativo e con una consegna a breve.

Il progetto in emergenza era anche piuttosto noioso, diciamocelo. E allora me ne sono occupato io - che continuo ad essere un appassionato sviluppatore - andando a risolvere la questione senza disturbare il resto del team.

In questo modo abbiamo ottenuto diversi vantaggi:

Clienti felici, team felice: l’obiettivo finale è mantenere l’azienda in buona salute, dentro e fuori. 

Per farlo, per avere una squadra che funziona, però, è necessario sacrificare qualcosa. Come fa il pesce pulitore.

Il pesce pulitore 

Tempo fa ho partecipato a un interessantissimo workshop con Andrea Provaglio ed è stato proprio lui a definirmi così, dopo avergli raccontato un episodio simile a quello che ho appena riportato qui.

Nell’acquario, per far sì che questo sia un ambiente salutare e vivibile, deve esserci un pesce pulitore, che si occupa di tutto ciò che mina il suo habitat. Si accolla un lavoro non sempre piacevole, elimina scorie e detriti, si adopera silenziosamente per il bene collettivo.

Essere il pesce pulitore significa prendersi sulle spalle ciò che gli altri non vogliono fare, o meglio, ciò che gli altri preferirebbero non fare, essendo concentrati su progetti più stimolanti, più immediati, più. 

Come ci insegnano gli Scrum Master, è necessario che il team si senta gratificato e lanciato verso obiettivi sempre più ambiziosi: solo in questo modo avremo persone propositive, che si spalleggiano e che aumentano le loro competenze. E questo è un vantaggio per l’azienda stessa.

Essere il pesce pulitore in 20tab significa essere una persona multipotenziale, come la definirebbe Emilie Wapnick: avere una figura a T, con una sua specializzazione, ovvio, ma in grado di comprendere e affacciarsi su vari campi, in modo da confrontarsi quasi alla pari con gli operativi e sostenerli nelle scelte e nei compiti quotidiani.

Voglio rassicurarti, non sono un santo o il protettore di 20tab. Sono però la persona designata per far sì che gli ingranaggi si muovano alla perfezione, vado a oliare quei meccanismi bloccati, so osservare e comprendere come spingere i miei colleghi a dare il massimo e a farlo (quasi) sempre con il sorriso. 

Sono la persona che si affaccia dalla finestra e controlla che i clienti siano soddisfatti e si sentano ascoltati, ma guardo anche in casa e, se serve, do una mano in cucina.

Sono il pesce pulitore.

Raffaele Colace

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