arrow for title

La nuova divulgazione dell’apprendimento è continua

31 Gen, 2022 Metodologie
La nuova divulgazione dell’apprendimento è continua

Più fai esperienza e più ti rendi conto di quante cose hai ancora da imparare. 

Succede a me e succede dentro 20tab, dove da anni apprendiamo costantemente moltissime cose per poi restituirle all’ecosistema, divulgando continuamente i nostri miglioramenti. 

Un concetto che per me prende il nome di Continuous Disclosure: un binomio, utilizzato in contesto legale all’estero con tutt’altro significato, che mi sembra esprimere al meglio il nostro processo. 

Esperienza e miglioramento

I’m not young enough to know everything.

Questa è una frase che mi ripeto sempre, come una sorta di mantra. Una consapevolezza a cui sono arrivato dopo anni di lavoro, di progetti, di soddisfazioni e anche di errori e fallimenti.

All’inizio della mia carriera da sviluppatore mi tuffavo nei progetti, quasi come un torero di fronte al suo antagonista. Andavo diretto a implementare le funzionalità, a trasformare l’elenco di requisiti in codice, senza farmi alcuna domanda.

Niente best practice. Niente test. Niente analisi.

Finché non mi sono reso conto che stavo buttando via la risorsa più importante che abbiamo: il tempo. E, di conseguenza, stavo perdendo soldi. Sì, perché lavorare in questo modo significava perdere tempo e denaro, scrivere righe e righe di codice inutili o da riscrivere nuovamente poco dopo. 

Dopo anni abbiamo capito che, prima di lanciarsi nei progetti, bisogna avere chiaro qual è il giusto processo: per produrre software di qualità e per farlo senza perdite di tempo e denaro. E forse è qui che abbiamo iniziato ad avvicinarci a quell’ideale di evoluzione e crescita, che poi abbiamo tradotto nella visione del miglioramento continuo.

Abbiamo iniziato a studiare e poi ad applicare le metodologie agili, a rivedere le nostre tecniche di programmazione, arrivando alla Continuous integration e al Continuous Delivery, oltre che a un sistema fondato sui test. Abbiamo migliorato il processo, in modo da rilasciare software funzionante con frequenza alta.

Ma tutto questo non bastava. Perché capitava ancora che alcuni clienti, nonostante avessero in mano un software funzionante, non riuscissero a raggiungere i loro obiettivi. 

Ricordo ancora il caso di una piattaforma per organizzare tornei sportivi: avevamo una landing page online che anticipava l’uscita del sito, in realtà già pronto in versione alpha. Ecco, quella piattaforma non è mai andata in produzione, pur funzionante, perché il cliente non ne era convinto. Fu un fallimento.

E lì capimmo che il miglioramento tecnologico era fondamentale, ma non bastava per la crescita del business.

Un linguaggio e un mindset condiviso

È a quel punto che abbiamo iniziato a farci una domanda: qual è l’obiettivo più importante per i clienti?

Sembrerà banale, ma è fare profitto oppure migliorare un ecosistema: il software funzionante è un mezzo per raggiungere il loro scopo finale, non lo scopo stesso.

Eravamo bravi sviluppatori, certo, eppure ci mancava ancora qualcosa. Avevamo iniziato a integrare il confronto e la collaborazione, la ricerca dei feedback in modo rapido e continuo, nel nostro lavoro, con meno sprechi di tempo e denaro. 

Ma la vera sfida era coinvolgere anche gli altri attori in questo sistema, far conoscere loro le logiche e i risultati di Agile e DevOps: cambiare la loro cultura e rendere più agevole la comunicazione tra le parti.

Quando si sviluppa un prodotto, infatti, sono diverse le figure che entrano in scena: il Product Team, con i suoi ruoli specifici, e poi una serie di stakeholder (CEO, CFO, Account Manager) spesso anche con potere decisionale. Ecco, se non si condividono il percorso, le motivazioni e le scelte, le incomprensioni sono dietro l’angolo e anche la qualità del prodotto finale sarà in dubbio.

L’esigenza diventava allora, per noi, colmare quel vuoto e creare una comunicazione e una condivisione tra i due mondi, quello business e quello tech. 

Dare vita a una cultura e una conoscenza diffusa.

Cos’è la Continuous Disclosure

Abbiamo iniziato a organizzare, internamente, un nuovo processo, ciclico e continuo:

Così è nato il concetto di Continous Disclosure: un'integrazione tra apprendimento continuo (Continuous Learning), miglioramento continuo (Continuous Improvement) e divulgazione continua, appunto.

continuous disclosure

Come lo facciamo, concretamente?

Dedichiamo del tempo alla formazione: abbiamo creato i Friday Learning per il team di 20tab, pomeriggi in cui approfondiamo tematiche nuove e utili, e partecipiamo tutti regolarmente a meetup e conferenze, per ascoltare talk e scovare nuove tecnologie e nuovi approcci.

Tutto ciò che impariamo proviamo a metterlo in pratica, integrando queste pratiche nella nostra realtà. Proviamo a migliorare i processi, siamo impegnati nello sviluppo open source e nella creazione di tool, stringiamo collaborazioni con altre aziende, con cui mettiamo in atto una vera e propria contaminazione reciproca.

E poi?

Una volta che ci sentiamo pronti e ne sappiamo abbastanza, portiamo fuori da 20tab quegli argomenti. Teniamo talk nei meetup del settore, come PyRoma e AgileTalks, facciamo da mentor per DjangoGirls, parliamo delle nostre ultime “scoperte” con Spremute Digitali o Vox Machina. E poi le portiamo anche nelle più importanti conferenze, come il PyCon, il PgDay, l’EuroPython, Codemotion, DjangoCon, Containerday, IDI. 

Ad esempio abbiamo sviluppato un nostro template di Continuous Delivery che applichiamo internamente, dopo aver studiato approfonditamente Kubernetes, e ora ne parlo spesso in eventi esterni. 

È abbastanza? Non ancora!

In questo modo prendiamo e restituiamo nello stesso ecosistema: quello dei tecnici, degli addetti al mestiere, degli sviluppatori. E il mondo del business?

Non stiamo risolvendo il problema iniziale, o almeno non del tutto. Perché chi è fuori dalla nostra cerchia non percepisce le nostre problematiche e non comprende le nostre risposte.  

La Continuous Disclosure in pratica

Per questo, per concretizzare questa Continuous Disclosure, abbiamo dato vita a #StopCoding

La community, nata qualche anno fa, oggi conta più di 500 membri tra tecnici e stakeholder: abbiamo organizzato, e organizziamo ogni mese, workshop e webinar pensati per creare quella conoscenza condivisa, per aiutare il settore tech e quello business a parlare la stessa lingua. 

Lean, Agile, Design Thinking, Growth: le protagoniste sono quelle metodologie utili e necessarie a tutti gli attori coinvolti nel processo, per risolvere le criticità del nostro lavoro e abbracciare un mindset nuovo. 

E poi, proprio grazie a #StopCoding, siamo arrivati a un ulteriore passo. Se quello che vogliamo è far comprendere il nostro lavoro agli stakeholder e convincerli della bontà del processo, in fondo stiamo mettendo in primo piano un approccio corretto di Product Management: unire, quindi, obiettivi di business dei clienti e obiettivi tecnologici. Vogliamo avvicinare le tre aree, Customer, Business e Tech, farci capire dagli stakeholder e dai tecnici.

Lo stiamo facendo, per i prodotti digitali che sviluppiamo e seguiamo come 20tab, attraverso il coinvolgimento del cliente nel processo. Lavoriamo insieme a lui alla discovery iniziale e lo portiamo dentro gli sprint con regolarità: questo ci permette di essere trasparenti, di condividere le decisioni e di rendere visibile il valore che andiamo a creare

Portare dentro il cliente lo rende cosciente del lavoro e del processo da affrontare, e allo stesso tempo migliora la vita ai tecnici. Niente ansie, niente incomprensioni, niente attriti.

È così che si innesca un potente circolo virtuoso: un software funzionante, un cliente consapevole e un prodotto di qualità in grado di soddisfare gli utenti finali.

Ma non solo.

Il Product Management Day

Questo stesso approccio ci ha portato, poi, a dare vita al Product Management Day, la prima conferenza italiana interamente dedicata al Product Management.

Un altro passo nella direzione di quella cultura diffusa e condivisa, un’occasione per avvicinare tutte le figure coinvolte nel processo, agevolare il confronto e parlare tutti, finalmente, la stessa lingua. 

Il nostro obiettivo è portare la divulgazione di questo mindset, quello del miglioramento continuo, al livello degli stakeholder. Perché solo in questo modo potremo migliorare il nostro settore, lavorare meglio e consegnare alle persone prodotti di alta qualità.

E credo che tutto questo sia spiegato perfettamente da Seth Godin:

Our response to change is often all we have control over. And the way we respond is how we create the next cycle of culture and possibility. 

 

Il Product Management Day torna nel 2022 in versione ibrida: ti aspettiamo il 25 giugno, in presenza o in streaming. Trovi tutte le info qui: www.productmanagementday.com

Raffaele Colace

contattaci

Per progetti ambiziosi servono metodologie e processi innovativi. E noi sappiamo applicarli.

Che ne dici di provare?

Blog

Potrebbe interessarti anche: